| Diritto di replica all’articolo apparso sul giornale nel mese di agosto 2008 |
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| Scritto da Michele Cipriani |
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24Settembre2008 |
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E' bene chiarire che i lavoratori del gruppo Ferrovie dello Stato non sono né fannulloni, né tanto meno ladri. L’articolo “TRATTENGONO L’INCASSO SOSPESI DUE FERROVIERI” apparso giovedì 21 agosto su alcuni quotidiani nell’edizione di Udine, oltre a meritare talune doverose puntualizzazioni, costituisce altresì l’occasione per riflettere sulle differenze tra il buono e il cattivo giornalismo e sul sottile diaframma intercorrente tra una notizia veritiera ed una a carattere diffamatorio. E’ risaputo che una pubblicazione su stampa non è diffamatoria e costituisce espressione della libertà di manifestazione del pensiero se la notizia riferita sia vera, che esista un interesse pubblico alla sua divulgazione e che l’informazione sia esposta in maniera obiettiva, serena e con un linguaggio corretto e di per sé non offensivo. A ben vedere l’articolo sui due ferrovieri non contiene alcuno di tali requisiti. Veniva infatti scritto:” La crisi economica si fa sentire anche tra i dipendenti delle Ferrovie dello Stato e può capitare di imbattersi in qualche prestito “anomalo”. E’ successo a due sportellisti della stazione ferroviaria di Udine che sono stati pizzicati a versare l’incasso della biglietteria con qualche giorno di ritardo”. Innanzitutto è doveroso precisare che i due ferrovieri in questione non sono addetti a servizi di sportello, ma hanno l’incarico di verificare e raccogliere dati contabili provenienti dalle macchine automatiche self service e dai punti vendita a terra(punti vendita in concessione a privati) sparsi sul territorio. E’ bene, inoltre, puntualizzare che i due ferrovieri dipendono da Trenitalia s.p.a., Divisione Trasporto Regionale, mentre gli “sportellisti” cui facevano allusione gli autori degli articoli, da Trenitalia s.p.a. Divisione Passeggeri settore nazionale e internazionale. E’ bene fin da ora chiarire, anche ai fini di contenimento dell’ondata diffamatoria cavalcata dagli autori degli articoli, che le due divisioni, pur facenti entrambe capo a Trenitalia, hanno, oltre a finalità istituzionali e statutarie diverse, anche contabilità separate e sistemi di rendicontazione differenti: quello utilizzato dalla divisione passeggeri nazionale e internazionale è denominato SIPAX, mentre quello adoperato dalla divisione Trasporto regionale è denominato BAR. Entrambi i sistemi non consentono la materiale apprensione del denaro poiché raccolgono ed elaborano meri dati contabili dalle postazioni periferiche e li inviano per via telematica ad una centrale. Orbene, i due ferrovieri in questione svolgono come attività prevalente la raccolta, la verifica e il riordino di puri dati contabili. Infatti la contestazione loro mossa riguardava una semplice registrazione in contabilità eseguita in ritardo e non trattenute di somme di denaro come invece recita l’articolo del 21 agosto. Gli autori, nell’occasione, hanno mostrato una scarsa e superficiale conoscenza dei fatti, violando la prima ed essenziale norma della deontologia giornalistica: raccontare la verità. L’uso del termine “pizzicati”, allusivo della presa in flagranza nell’atto di materiale apprensione dell’agognato bottino, utile per far fronte alla crisi economica, è sintomatico di un giornalismo alla ricerca dello scoop, spinto dalla ricerca del fannullone da sbattere in prima pagina. Il risultato complessivo è che è stata raccontata una fantomatica trattenuta di incasso e sono stati additati come colpevoli gli “sportellisti” della stazione di Udine che non c’azzeccano (direbbe qualcuno) assolutamente nulla (e non ci sarebbe da meravigliarsi se costoro se la dovessero prendere un po’ ,visto che hanno a che fare con il pubblico). Ma quel che è peggio, gli articoli apparsi il 21 agosto scorso hanno una portata diffamatoria onnipervasiva coinvolgente tutto il mondo ferroviario. IN REALTA’ I FERROVIERI NON SONO NE’ FANNULLONI, NE’ TANTO MENO LADRI.
Il segretario regionale Uiltrasporti Michele Cipriani |












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