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Lettera aperta del GT Lombardia sulla sizuazione Cargo E-mail
Scritto da fanitto   
24Marzo2010

Egr. Ing. Moretti,

affinché non si adduca più ad alibi che il Sindacato, almeno questo Sindacato, non transige su quanto attualmente prevede il dettame Contrattuale, AF e di Confluenza, per questo motivo noi le scriviamo e la invitiamo ad aprire, quanto prima, una discussione in merito. La Cargo muore! E noi, in primis come lavoratori, non ce la sentiamo di rimanere inermi a guardare, senza neppure provare a far scendere in acqua una scialuppa di salvataggio. E’ del tutto inutile riempire pagine e pagine per spiegare, a Lei, le condizioni in cui versa la Cargo…Lei sa! E’ inoltre inutile cercare colpe, responsabilità e volontà, più o meno individuabili, a giustificazione di ciò che è stato e di ciò che è; ripartiamo pure le percentuali in modo equo tra tutti gli attori in campo, ma andiamo avanti .

Premesso ciò, pensavamo e speravamo che dopo il Suo intervento al Congresso Nazionale della Uiltrasporti nel mese di Gennaio u.s., in cui ha affermato in modo chiaro che: non si può pensare che il trasporto merci, visti i costi che lo stesso produce, si sviluppi su tutti i 16.000 Km della linea ferroviaria, al massimo si può parlare di 3000 Km, aggiungendo, con la chiarezza che la contraddistingue, la così detta “valle padana”; pensavamo che dopo tale affermazione qualcosa si muovesse! invece.. Addirittura, noi che lavoriamo nella così detta valle padana, giorno dopo giorno, vediamo diminuire sempre di più il lavoro, ma aumentare sempre di più la richiesta di tagli da parte dei vari Dirigenti di Cargo presenti sul territorio. Ci chiediamo e Le chiediamo: possibile che una Società per azioni, anomala come lo è la nostra, pensi solo ed esclusivamente al bilancio? Possibile che non si pensi minimamente ad un’ espansione della stessa? magari rendendola più flessibile, partendo da una posizione sicuramente privilegiata rispetto alle altre IF, in quanto ex monopolista. Noi riteniamo che risanamento e sviluppo possano perfettamente conciliarsi, necessita la volontà da parte di tutti, management compreso. Nell’attesa di un piano strategico, sommato ad una reale volontà politica, che rilanci il trasporto merci per ferrovia come alternativa reale alla gomma e su tutto il territorio Nazionale; nell’attesa che ci venga indicato un traguardo nitido, visto lo smog all’orizzonte, da raggiungere per essere rispettosi dei vari protocolli sottoscritti a tutela dell’ambiente; nell’attesa che la qualità della vita, e la vita stessa, assurga prepotente nei cuori e nelle menti dei nostri Governanti, noi gradiremmo parlare di ciò che resta di Cargo, e di cosa fare per darle il necessario ossigeno. In questi giorni il Governo ha messo in atto delle iniziative su alcuni settori produttivi in crisi; il Ministro dello Sviluppo Economico On. Scagliola, in un suo commento in merito ha affermato: abbiamo messo in campo delle misure ponendo attenzione prioritariamente all’ambiente. Perché non fare delle proposte al Governo che tengano conto del rispetto dell’ambiente? Nell’attesa del tanto sospirato “bonus fer”, perché non pensare alla nascita di un’autostrada viaggiante che colleghi il sud e il nord del Paese coinvolgendo le varie Regioni ed Enti Locali interessati? Perché non interpellare tutti gli attori, metterli intorno ad un tavolo e verificarne la fattibilità? Il Gruppo FS non può concentrarsi solo ed esclusivamente sull’Alta Velocità. Siamo convinti che davanti a proposte di sviluppo il Sindacato farà la sua parte. Basterebbe, secondo noi, un accordo quadro snello al livello centrale in cui fissare obiettivi e regole, demandando poi ai territori, in una discussione rapida e fattiva, le scelte e le azioni da mettere in campo per rivitalizzare il comparto, rendendolo interessante anche a chi oggi lo rifugge e lo snobba; rivalutando, inoltre, il ruolo di alcuni scali e di alcuni porti, questi ultimi, mai veramente considerati nella loro reale potenzialità. Per quanto fin qui detto, per l’esigenza di esplicitare in modo chiaro il nostro pensiero, nell’ottica e nella speranza di un rilancio, ribadiamo, ancora una volta, quel concetto comune che individua tra i pochi Target di un paese civile il trasporto ferroviario..tutto! Al Paese è necessario un sistema di trasporto omogeneo, di qualità, efficiente ed efficace, per ogni tipologia di movimentazione; lo esigono i cittadini, lo impone l’Europa, serve all’ambiente. Coniugare modernità, opportunità e sviluppo col trasporto ferroviario anche per aiutare la ripresa economica e non per creare benefici solo per pochi. Egr. Ing. Moretti, affinché non si adduca più ad alibi che il Sindacato, almeno questo Sindacato, non transige su quanto attualmente prevede il dettame Contrattuale, AF e di Confluenza, per questo motivo noi le scriviamo e la invitiamo ad aprire, quanto prima, una discussione in merito. La Cargo muore! E noi, in primis come lavoratori, non ce la sentiamo di rimanere inermi a guardare, senza neppure provare a far scendere in acqua una scialuppa di salvataggio. E’ del tutto inutile riempire pagine e pagine per spiegare, a Lei, le condizioni in cui versa la Cargo…Lei sa! E’ inoltre inutile cercare colpe, responsabilità e volontà, più o meno individuabili, a giustificazione di ciò che è stato e di ciò che è; ripartiamo pure le percentuali in modo equo tra tutti gli attori in campo, ma andiamo avanti . Premesso ciò, pensavamo e speravamo che dopo il Suo intervento al Congresso Nazionale della Uiltrasporti nel mese di Gennaio u.s., in cui ha affermato in modo chiaro che: non si può pensare che il trasporto merci, visti i costi che lo stesso produce, si sviluppi su tutti i 16.000 Km della linea ferroviaria, al massimo si può parlare di 3000 Km, aggiungendo, con la chiarezza che la contraddistingue, la così detta “valle padana”; pensavamo che dopo tale affermazione qualcosa si muovesse! invece.. Addirittura, noi che lavoriamo nella così detta valle padana, giorno dopo giorno, vediamo diminuire sempre di più il lavoro, ma aumentare sempre di più la richiesta di tagli da parte dei vari Dirigenti di Cargo presenti sul territorio. Ci chiediamo e Le chiediamo: possibile che una Società per azioni, anomala come lo è la nostra, pensi solo ed esclusivamente al bilancio? Possibile che non si pensi minimamente ad un’ espansione della stessa? magari rendendola più flessibile, partendo da una posizione sicuramente privilegiata rispetto alle altre IF, in quanto ex monopolista. Noi riteniamo che risanamento e sviluppo possano perfettamente conciliarsi, necessita la volontà da parte di tutti, management compreso. Nell’attesa di un piano strategico, sommato ad una reale volontà politica, che rilanci il trasporto merci per ferrovia come alternativa reale alla gomma e su tutto il territorio Nazionale; nell’attesa che ci venga indicato un traguardo nitido, visto lo smog all’orizzonte, da raggiungere per essere rispettosi dei vari protocolli sottoscritti a tutela dell’ambiente; nell’attesa che la qualità della vita, e la vita stessa, assurga prepotente nei cuori e nelle menti dei nostri Governanti, noi gradiremmo parlare di ciò che resta di Cargo, e di cosa fare per darle il necessario ossigeno. In questi giorni il Governo ha messo in atto delle iniziative su alcuni settori produttivi in crisi; il Ministro dello Sviluppo Economico On. Scagliola, in un suo commento in merito ha affermato: abbiamo messo in campo delle misure ponendo attenzione prioritariamente all’ambiente. Perché non fare delle proposte al Governo che tengano conto del rispetto dell’ambiente? Nell’attesa del tanto sospirato “bonus fer”, perché non pensare alla nascita di un’autostrada viaggiante che colleghi il sud e il nord del Paese coinvolgendo le varie Regioni ed Enti Locali interessati? Perché non interpellare tutti gli attori, metterli intorno ad un tavolo e verificarne la fattibilità? Il Gruppo FS non può concentrarsi solo ed esclusivamente sull’Alta Velocità. Siamo convinti che davanti a proposte di sviluppo il Sindacato farà la sua parte. Basterebbe, secondo noi, un accordo quadro snello al livello centrale in cui fissare obiettivi e regole, demandando poi ai territori, in una discussione rapida e fattiva, le scelte e le azioni da mettere in campo per rivitalizzare il comparto, rendendolo interessante anche a chi oggi lo rifugge e lo snobba; rivalutando, inoltre, il ruolo di alcuni scali e di alcuni porti, questi ultimi, mai veramente considerati nella loro reale potenzialità. Per quanto fin qui detto, per l’esigenza di esplicitare in modo chiaro il nostro pensiero, nell’ottica e nella speranza di un rilancio, ribadiamo, ancora una volta, quel concetto comune che individua tra i pochi Target di un paese civile il trasporto ferroviario..tutto! Al Paese è necessario un sistema di trasporto omogeneo, di qualità, efficiente ed efficace, per ogni tipologia di movimentazione; lo esigono i cittadini, lo impone l’Europa, serve all’ambiente. Coniugare modernità, opportunità e sviluppo col trasporto ferroviario anche per aiutare la ripresa economica e non per creare benefici solo per pochi.

Leggi la Lettera del GTR Lombardia

 
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